7.8.09

fotografia




James Spada e' un famoso autore di vendutissime biografie su personaggi celebri e sulle star del cinema, da Barbra Streisand a Robert Redford, da Bette Davis a Grace di Monaco, da Jackie Onassis a John Kennedy.
Ha frequentato la New England School of Photography di Boston, specializzandosi nelle tecniche di stampa del bianco/nero. Ha esposto le sue foto di nudo per la prima volta nel 1998 alla Against the Grain Gallery di Boston, da allora sue personali sono state tenute in molte citta' degli U.S. Ha pubblicato tre libri. Queste immagini sono tratte da "Edwardian men".
www.spadaphoto.com

societa'

Alcuni vandali hanno danneggiato il monumento eretto in memoria degli omosessuali perseguitati durante il nazismo solo pochi mesi dopo l'inaugurazione avvenuta a Berlino lo scorso anno nel parco Tiergarten. Hanno rovinato il recinto e sfasciato il vetro attraverso il quale si puo' vedere in continuazione il filmato di un minuto e mezzo di una coppia gay che si bacia. Il memoriale era stato inaugurato dal sindaco di Berlino, gay dichiarato, Bernd Neumann ed e' stato realizzato dalla coppia di artisti danese-norvegese Michael Elmgreen e Ingar Dragset. Negli anni ’20, Berlino era una citta' di grande tolleranza per gli omosessuali, con molti locali gay, nightclub e spettacoli di cabaret, il travestitismo era molto diffuso. Dai primi anni del '900 esisteva un importante movimento di liberazione omosessuale. Con l’avvento del nazismo, tra il 1933 e il 1945, più di 100.000 tra uomini e donne vennero arrestati seguendo il famigerato paragrafo 175, che condannava l’omosessualità come reato considerandola un'aberrazione della natura. Circa 55.000 persone furono internate nei campi di concentramento, ne sopravvissero solo 4.000. In un importante e toccante documentario, intitolato "Paragraph 175", cinque di questi sopravvissuti raccontano le loro storie per la prima volta.Secondo l'ideologia nazista le relazioni sessuali dovevano essere finalizzate al processo riproduttivo, il loro scopo erano la conservazione e lo sviluppo del popolo eletto, piuttosto che la realizzazione del piacere dell'individuo. Quindi l'omosessualita' era un tradimento di questi principi.Nel 1934 durante la Notte dei lunghi Hitler coltelli ordinò l'uccisione di Röhm, comandante notoriamente gay delle SA (le squadre d'assalto), e sfruttò il pretesto della sua omosessualità per compiere ulteriori azioni contro le camicie brune che sentiva come una minaccia. Dopo aver consolidato il suo potere ed essere diventato Cancelliere, Hitler incluse la categoria degli omosessuali tra coloro che dovevano essere inviati nei campi di concentramento durante l'Olocausto.Poco dopo il 1934 venne creata una sezione della Gestapo che aveva l'ordine di compilare speciali liste di individui omosessuali: l' Ufficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il Regolamento dell'ufficio diceva: «Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali». I gay venivano denunciati come "nemici dello stato" che mettevano in pericolo il tasso di natalità della Germania. Circa un milione di omosessuali divennero vittime del regime nazista anche se non subirono da subito i trattamenti inflitti agli ebrei; come componenti, seppur "deviati", della "razza padrona" si preferiva "convincerli" ad una "corretta" sessualità. I gay che rifiutavano di conformarsi e modificare il loro orientamento sessuale venivano deportati. Migliaia di gay vennero sottoposti alla sterilizzazione forzata, costretti ai lavori forzati o internati in ospedali psichiatrici. Il numero di persone uccise nei campi di concentramento e' difficilmente calcolabile perche' i documenti di internamento spesso non distinguevano tra i vari gruppi di appartenenza, gay ebrei rom dissidenti politici. Il trattamento riservato agli omosessuali fu particolarmente crudele sia da parte delle guardie SS sia da parte degli altri internati. Si calcola che il tasso di mortalita' dei gay fu secondo soltanto a quello degli ebrei. I medici nazisti utilizzarono spesso i gay in esperimenti "scientifici" a base di sempre maggiori iniezioni di ormoni per scoprire il "gene dell'omosessualita'" e cosi' guarire i futuri bambini ariani nel caso si fossero rivelati omosessuali. Soltanto il 20 per cento e' sopravissuto a quegi esperimenti. Il Paragrafo 175 discriminava soltanto l'omosessualita' maschile; vi furono arresti e deportazioni di lesbiche ma in numero decisamente inferiore rispetto agli omosessuali maschi. Erano considerate "asociali" e un pericolo per i valori dello stato. Le lesbiche venivano spesso mandate nei bordelli dei campi ed erano le piu' esposte ai sadismi e alle perversioni dei gerarchi nazisti.(fotografia Pierre&Gilles)

6.8.09

fumetti e illustrazioni


Steve MacIsaac, nato in Canada vive e lavora a Tokio; ha pubblicato "Shirtlifter" e "Sticky" scritto in collaborazione con Dale Lazarov per i testi e pubblicato da Eros Comix e poi da Bruno Gmunder. Le sue storie sono apparse su varie raccolte e fanzine. Pubblica "Roughs", una striscia bisettimanale, su http://www.adultwebcomics.com/.

E' anche illustratore e ritrattista. http://www.stevemacisaac.com/

fotografia



Chris Komater e' un fotografo di San Francisco. Ha frequentato il San Francisco Art Institute dal 1984 al 1988, nel 1986 ha vinto una borsa di studio a Tokio. La sua prima mostra si e' tenuta nel 1991, ha esposto anche a Boston, Portland, New York, Los Angeles. Ha vinto numerosi premi tra cui il "San Francisco AIDS Foundation". Articoli sui suoi lavori e recensioni delle sue mostre sono usciti sui piu' importanti quotidiani, su riviste d'arte e sulle principali pubblicazioni gay.

Le sue fotografie sono parte, generalmente, di complesse installazioni che prevedono l'uso di oggetti, video su teleschermi, suoni e rumori in sottofondo (vedi la sezioni "Projects" del sito). http://www.chriskomater.com/
http://www.marjoriewoodgallery.com/

arte



Curry Mendes definisce i suoi disegni racconti. Racconti che parlano del diventare liberi infrangendo i ruoli e le limitazioni che essi creano. Mendes, nato a New York ma cresciuto in Florida, dopo essersi diplomato in Interior design e' tornato a N.Y. dove ha lavorato come arredatore per cinque anni, poi
programmatore e ora come illustratore/grafico in pubblicita' e pittore.
Ha partecipato a molte mostre collettive e realizzato alcune personali. Suoi disegni sono in permanenza alla Tom of Finland Foundation.

fotografia




JD Dragan e' un celebre fotografo di nudo maschile. I suoi modelli sono soltanto uomini di colore. Ha vinto numerosi premi ed esposto le sue immagini in moltissime mostre personali e collettive. E' nato nel New Jersey nel 1952, ha iniziato la professione di fotografo nel 1973, la sua prima mostra, alla Leslie-Lohman Foundation, e' del 1999. Sue fotografie sono in permanenza alla Tom of Finland Foundation, alla Leslie-Lohman Foundation, al Kinsey Institute, al Museum of the African Diaspora a S. Francisco. Ha realizzato diversi calendari, copertine di libri, pagine pubblicitarie; lavora spesso per la raffinata rivista "Provocateur". Esclusivamente in bianco e nero. "Il mio obiettivo e' ritrarre i miei soggetti in modo tale che vengano visti soltanto come uomini, indipendentemente dal gruppo etnico di appartenenza di chi sta guardando. Io vorrei che chiunque veda la bellezza che ogni uomo possiede e non il colore della sua pelle. Questo non sempre accade negli Stati Uniti. Il concetto di razza e' spesso usato come un'arma, per segregare o instillare paura in chi non e' come noi. I miei modelli appartengono al gruppo etnico piu' antico dell'intera umanita', attraverso i loro sguardi leggiamo la storia del mondo".

5.8.09

fotografia




Francois Burgun ha esposto alcuni suoi lavori nella collettiva “Flashing flesh” organizzata dalla Galleria Monkdogz di New York e ha partecipato al Festival del nudo europeo “Sguardo sui corpi” ad Arles lo scorso anno, le foto che seguono sono una parte del progetto.
Si e’ diplomato all’Ecole Nationale Superieure de photographie di Arles; sue mostre sono state tenute a Parigi, Arles, New York, Bordeaux. Ha pubblicato un libro.