Si sa, la misura non conta ma, a volte, puo' essere davvero esagerata. Stiamo parlando delle misure del libro naturalmente, e Taschen ha fatto le cose in grande.
30x30 sono le dimensioni di “The big penis book”, dimensioni che rendono onore al contenuto perche’, ammettiamolo: le spalle larghe, la folta capigliatura, i pettorali scolpiti vanno e vengono, ma un pene di misura rispettabile non passa mai di moda. Una ricerca ha stabilito che soltanto il 2% dei maschi al mondo possiede un pene che supera i 20 cm, questo raro accessorio ha sempre avuto grande fascino;
certo, e’ la qualita’ che conta ma un pene grosso ha qualche chance in piu’. “The big penis book” e’ illustrato con oltre 400 fotografie molte delle quali scattate dai celebri fotografi delle riviste “Beefcake”, termine che si usava per definire quei “bistecconi” che tra gli anni ’50 e ’70 in situazioni assolutamente improbabili esibivano muscoli e costumi ridottissimi, quando c’erano, per la gioia degli smaliziati occhi dei gay americani. Il libro contiene anche alcune rare immagini del leggendario John Holmes, interviste ai fotografi e note informative sui modelli, nel caso.

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La fotografia di viaggio alla scoperta di luoghi esotici e semi-sconosciuti ha una diffusione enorme e diventa una professione redditizia; nel 1888 nasce il "National geographic", nel 1871 per la prima volta si discute di una nuova scienza: "antropologia culturale" che studia le differenze culturali tra i popoli, e la fotografia diventa strumento indispensabile per documentare sul posto vita, usi, costumi di popolazioni lontane. Felice Beato (1833-1907)
nasce a Corfu' da padre inglese e madre italiana. E' stato un grande fotografo di monumenti e paesaggi, uno dei primi a scattare fotografie in Asia orientale e fotografo di guerra, realizzando immagini potenti e drammatiche di campi di battaglia
(spesso pero' manipolate con l'aggiunta di cadaveri); viaggio' al seguito di varie spedizioni in Giappone, in India, in Cina (dove fu testimone della Guerra dell'oppio), in Palestina e in Turchia. Avvio' varie attivita' commerciali, soprattutto in Giappone dove visse per 14 anni. Ormai famoso tenne corsi di tecnica fotografica alla London Photographic society e fu un pioniere nelle tecniche di colorazione a mano. Una parte delle fotografie firmate "Felice Beato" sono state in realta' scattate dal fratello James che viaggio' a lungo con lui.
Guido Boggiani, pittore, fotografo ed etnologo ebbe una vita molto avventurosa.
Nasce a Omegna nel 1861 dove diventa un pittore di discreto successo, nel 1887 parte per il Sud America; vi compira' varie spedizioni penetrando sempre piu' all'interno del Brasile, della Bolivia, del Paraguay a quel tempo semi-sconosciuto e dove si fermo' piu' a lungo per documentare le popolazioni al confine del Mato Grosso. E' il primo a studiare scientificamente tribu' in via di estinzione; pubblica articoli sulle piu' importanti riviste geografiche, compila vocabolari delle lingue indigene e i libri che scrisse con grande maestria al ritorno in Italia lo resero molto famoso. Nel 1896 e' nuovamente in Paraguay; dopo il 1902 non si hanno piu' notizie, il suo cadavere con il cranio spaccato viene ritrovato da un esploratore spagnolo nel 1904. Durante i suoi viaggi scatto' oltre 500 fotografie di qualita' ancora oggi straordinaria, spesso fotografando donne e uomini nudi.
