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Il 20 gennaio avrà inizio alla Università Statale di Milano un corso universitario che si intitola "Omosessualità: un mondo nel mondo", un seminario che ha fatto gridare al miracolo molti e che è stato accolto con polemiche e scetticismo da molti altri (vedi i soliti "Libero" e "Il Foglio" che ha definito gli omosessuali dei 'narcisisti contemplatori di se stessi').
Inevitabile. Ma io preferisco vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi questo caso isolato nel panorama delle università italiane, questo corso facoltativo che permetterà agli studenti di acquisire tre crediti formativi non possiamo non considerarlo un tentativo importante, interessante. Un altro modo per affrontare un argomento riservato a ristrette minoranze. Il corso è diviso in due parti, al suo termine gli studenti che, per ottenere i crediti devono partecipare ad almeno l' 80 percento delle lezioni, dovranno presentare un breve testo su uno dei temi affrontati.
Alla realizzazione del corso ha contribuito notevolmente l' impegno del collettivo "Gay Statale Milano", soprattutto dopo l’episodio di omofobia ai danni di uno studente accaduto lo scorso anno. Ricordiamo che da anni in altre città europee come Amsterdam, Berlino, Edimburgo, si tengono regolarmente corsi su tematiche Lgbt.
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