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29.11.10
21.11.10
vintage
28.9.09
societa'
Al di sotto delle 1.800 calorie al giorno i danni per la salute sono spesso irreversibili (un uomo di 20 anni, di altezza media e con un lavoro non troppo pesante ha bisogno di 3.600 calorie giornaliere). E' il pericolo quotidiano di circa un miliardo di persone, un sesto della popolazione mondiale. Sono coloro che soffrono, in varia misura, la fame.
Ogni 5 secondi muore un bambino; a causa della crisi economica che ha sconvolto l'intero pianeta, entro il 2015 moriranno in piu' ogni anno dai 200.000 ai 400.000 bambini. Il 40 per cento delle donne incinte nei Paesi poveri soffre di anemia, quindi daranno alla luce figli gia' deboli. Eppure, secondo la FAO, l'agricoltura mondiale, nelle condizioni attuali, e' in grado di nutrire 12 miliardi di persone.
Il 52 per cento del Prodotto lordo del pianeta e' in mano a meno di 500 multinazionali, che speculano sui beni primari, facendo salire i prezzi artificiosamente per recuperare le perdite dei recenti crack finanziari; entro i prossimi dieci anni si prevede un aumento dell'olio vegetale dell'80 per cento, del grano e del mais tra il 40 e il 60 per cento, il riso aumentera' del 30 per cento, la carne del 20 per cento. Eppure i contadini nel mondo sono il 57 per cento della popolazione che lavora.
Grazie alla crisi finanziaria generata dalla speculazione irresponsabile e criminale delle societa' finanziarie, i lavoratori delle aree piu' misere del mondo dovranno lavorare, secondo la FAO, dieci ore di piu' per comprare la stessa quantita' di cibo. Fino a quando? Ma il vero anello debole sta diventando il ceto povero delle zone urbane che non e' in grado di procurarsi il cibo per sopravvivere. Fino a quando?7.8.09
societa'
Alcuni vandali hanno danneggiato il
monumento eretto in memoria degli omosessuali perseguitati durante il nazismo solo pochi mesi dopo l'inaugurazione avvenuta a Berlino lo scorso anno nel parco Tiergarten. Hanno rovinato il recinto e sfasciato il vetro attraverso il quale si puo' vedere in continuazione
il filmato di un minuto e mezzo di una coppia gay che si bacia. Il memoriale era stato inaugurato dal sindaco di Berlino, gay dichiarato, Bernd Neumann ed e' stato realizzato dalla coppia di artisti danese-norvegese Michael Elmgreen e Ingar Dragset. Negli anni ’20, Berlino era una citta' di grande tolleranza per gli omosessuali, con molti locali gay, nightclub e spettacoli di cabaret, il travestitismo era molto diffuso. Dai primi anni del '900 esisteva un importante movimento di liberazione omosessuale. Con l’avvento del nazismo, tra il 1933 e il 1945, più di 100.000 tra uomini e donne vennero arrestati seguendo il famigerato paragrafo 175, che condannava l’omosessualità come reato considerandola un'aberrazione della natura. Circa 55.000 persone furono internate nei campi di concentramento, ne sopravvissero solo 4.000. In un importante e toccante documentario, intitolato
"Paragraph 175", cinque di questi sopravvissuti raccontano le loro storie per la prima volta.Secondo l'ideologia nazista le relazioni sessuali dovevano essere finalizzate al processo riproduttivo, il loro scopo erano la conservazione e lo sviluppo del popolo eletto, piuttosto che la realizzazione del piacere dell'individuo. Quindi l'omosessualita' era un tradimento di questi principi.Nel 1934 durante la Notte dei lunghi Hitler coltelli ordinò l'uccisione di Röhm, comandante notoriamente gay delle SA (le squadre d'assalto), e sfruttò il pretesto della sua omosessualità per compiere ulteriori azioni contro le camicie brune che sentiva come una minaccia. Dopo aver consolidato il suo potere ed essere diventato Cancelliere, Hitler incluse la categoria degli omosessuali tra coloro che dovevano essere inviati nei campi di concentramento durante l'Olocausto.Poco dopo il 1934 venne creata una sezione della Gestapo che aveva l'ordine di compilare speciali liste di individui omosessuali: l' Ufficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il Regolamento dell'ufficio diceva: «Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali». I gay venivano denunciati come "nemici dello stato" che mettevano in pericolo il tasso di natalità della Germania. Circa un milione di omosessuali divennero vittime del regime nazista anche se non subirono da subito i trattamenti inflitti agli ebrei; come componenti, seppur "deviati", della "razza padrona" si preferiva "convincerli" ad una "corretta" sessualità. I gay che rifiutavano di conformarsi e modificare il loro orientamento sessuale venivano deportati. Migliaia di gay vennero sottoposti alla sterilizzazione forzata, costretti ai lavori forzati o internati in ospedali psichiatrici. Il numero di persone uccise nei campi di concentramento e' difficilmente calcolabile perche' i documenti di internamento spesso non distinguevano tra i vari gruppi di appartenenza,
gay ebrei rom dissidenti politici. Il trattamento riservato agli omosessuali fu particolarmente crudele sia da parte delle guardie SS sia da parte degli altri internati. Si calcola che il tasso di mortalita' dei gay fu secondo soltanto a quello degli ebrei. I medici nazisti utilizzarono spesso i gay in esperimenti "scientifici" a base di sempre maggiori iniezioni di ormoni per scoprire il "gene dell'omosessualita'" e cosi' guarire i futuri bambini ariani nel caso si fossero rivelati omosessuali. Soltanto il 20 per cento e' sopravissuto a quegi esperimenti. Il Paragrafo 175 discriminava soltanto l'omosessualita' maschile; vi furono arresti e deportazioni di lesbiche ma in numero decisamente inferiore rispetto agli omosessuali maschi. Erano considerate "asociali" e un pericolo per i valori dello stato. Le lesbiche venivano spesso mandate nei bordelli dei campi ed erano le piu' esposte ai sadismi e alle perversioni dei gerarchi nazisti.(fotografia Pierre&Gilles)
monumento eretto in memoria degli omosessuali perseguitati durante il nazismo solo pochi mesi dopo l'inaugurazione avvenuta a Berlino lo scorso anno nel parco Tiergarten. Hanno rovinato il recinto e sfasciato il vetro attraverso il quale si puo' vedere in continuazione
il filmato di un minuto e mezzo di una coppia gay che si bacia. Il memoriale era stato inaugurato dal sindaco di Berlino, gay dichiarato, Bernd Neumann ed e' stato realizzato dalla coppia di artisti danese-norvegese Michael Elmgreen e Ingar Dragset. Negli anni ’20, Berlino era una citta' di grande tolleranza per gli omosessuali, con molti locali gay, nightclub e spettacoli di cabaret, il travestitismo era molto diffuso. Dai primi anni del '900 esisteva un importante movimento di liberazione omosessuale. Con l’avvento del nazismo, tra il 1933 e il 1945, più di 100.000 tra uomini e donne vennero arrestati seguendo il famigerato paragrafo 175, che condannava l’omosessualità come reato considerandola un'aberrazione della natura. Circa 55.000 persone furono internate nei campi di concentramento, ne sopravvissero solo 4.000. In un importante e toccante documentario, intitolato
"Paragraph 175", cinque di questi sopravvissuti raccontano le loro storie per la prima volta.Secondo l'ideologia nazista le relazioni sessuali dovevano essere finalizzate al processo riproduttivo, il loro scopo erano la conservazione e lo sviluppo del popolo eletto, piuttosto che la realizzazione del piacere dell'individuo. Quindi l'omosessualita' era un tradimento di questi principi.Nel 1934 durante la Notte dei lunghi Hitler coltelli ordinò l'uccisione di Röhm, comandante notoriamente gay delle SA (le squadre d'assalto), e sfruttò il pretesto della sua omosessualità per compiere ulteriori azioni contro le camicie brune che sentiva come una minaccia. Dopo aver consolidato il suo potere ed essere diventato Cancelliere, Hitler incluse la categoria degli omosessuali tra coloro che dovevano essere inviati nei campi di concentramento durante l'Olocausto.Poco dopo il 1934 venne creata una sezione della Gestapo che aveva l'ordine di compilare speciali liste di individui omosessuali: l' Ufficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il Regolamento dell'ufficio diceva: «Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali». I gay venivano denunciati come "nemici dello stato" che mettevano in pericolo il tasso di natalità della Germania. Circa un milione di omosessuali divennero vittime del regime nazista anche se non subirono da subito i trattamenti inflitti agli ebrei; come componenti, seppur "deviati", della "razza padrona" si preferiva "convincerli" ad una "corretta" sessualità. I gay che rifiutavano di conformarsi e modificare il loro orientamento sessuale venivano deportati. Migliaia di gay vennero sottoposti alla sterilizzazione forzata, costretti ai lavori forzati o internati in ospedali psichiatrici. Il numero di persone uccise nei campi di concentramento e' difficilmente calcolabile perche' i documenti di internamento spesso non distinguevano tra i vari gruppi di appartenenza,
gay ebrei rom dissidenti politici. Il trattamento riservato agli omosessuali fu particolarmente crudele sia da parte delle guardie SS sia da parte degli altri internati. Si calcola che il tasso di mortalita' dei gay fu secondo soltanto a quello degli ebrei. I medici nazisti utilizzarono spesso i gay in esperimenti "scientifici" a base di sempre maggiori iniezioni di ormoni per scoprire il "gene dell'omosessualita'" e cosi' guarire i futuri bambini ariani nel caso si fossero rivelati omosessuali. Soltanto il 20 per cento e' sopravissuto a quegi esperimenti. Il Paragrafo 175 discriminava soltanto l'omosessualita' maschile; vi furono arresti e deportazioni di lesbiche ma in numero decisamente inferiore rispetto agli omosessuali maschi. Erano considerate "asociali" e un pericolo per i valori dello stato. Le lesbiche venivano spesso mandate nei bordelli dei campi ed erano le piu' esposte ai sadismi e alle perversioni dei gerarchi nazisti.(fotografia Pierre&Gilles)
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