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25.4.12

società

Il Parlamento ci riprova sui diritti delle coppie di fatto e stavolta anche di quelle omosessuali. Il Quirinale rispondendo alle sollecitazioni di alcuni parlamentari, dopo una sentenza della Corte di Cassazione sulla materia, ricorda come sia competenza del Parlamento la "regolamentazione delle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione".
La settimana scorsa è partito in commissione Giustizia alla Camera l'iter di una serie di proposte di legge per il riconoscimento delle unioni di fatto. Diversi i testi presentati che verranno unificati dalla presidente della commissione Giulia Bongiorno. I Radicali e la deputata del Pd Anna Paola Concia chiedono che vengano affrontate anche le loro proposte che introducono il matrimonio gay. Contemporaneamente si è mossa anche una corrente 'trasversale' dei liberali al Senato presentando un disegno di legge a firma Radicali-Repubblicani che partendo dal "riconoscimento di pari diritti ai figli naturali rispetto a quelli legittimi, introduce un registro degli accordi di unione solidale che varrà per coppie composte sia da persone dello stesso sesso che di sesso opposto". Il Quirinale ha ricordato alle sostenitrici dei diritti degli omosessuali quanto già affermato dalla Cassazione, ossia che "compete esclusivamente alla discrezionalità degli Stati prevedere o meno il matrimonio tra coppie omosessuali e, per l'effetto, valutare 'se stabilire diritti differenti tra coppie sposate e coppie dello stesso sesso che non possono contrarre matrimonio: senza che ciò costituisca una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e del divieto di ogni forma di discriminazione'", e dunque spetta "al Parlamento dare puntuale regolamentazione alle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione". (Thanks TN News).

27.7.11

società

La Camera ha approvato con 293 sì e 250 no le pregiudiziali di costituzionalità sul testo della legge sull'omofobia presentate da Udc, Lega e Pdl. Contro le pregiudiziali hanno votato Pd, Idv e Fli e, in dissenso con il Pdl, Santo Versace, mentre si sono astenuti Claudio Scajola e altri 17 deputati del Pdl. Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, si è astenuta. Approvare le pregiudiziali di costituzionalità significa praticamente respingere una legge che voleva introdurre l' aggravante dell' omofobia nei reati penali, come esiste l'aggravante per il razzismo, le discriminazioni religiose, etniche eccetera. Il voto è avvenuto a poco meno di due anni dalla prima bocciatura della legge da sempre portata avanti da Anna Paola Concia. Ancora una volta questo Parlamento si mostra incapace di capire ciò che accade nella società, ancora una volta il rispetto per la dignità e la libertà non è uguale per tutti.

9.12.10

politica

Riporto direttamente un articolo pubblicato su 'Il Giornale'.
Cade un altro falso mito. I gay non sono tutti di centro-sinistra. Anzi, a Milano, la città italiana capitale della moda, del design, della finanza e della pubblicità, un omosessuale su due ha recentemente dichiarato di essere di idee politiche di centro destra. È questo uno dei dati che emerge da uno studio condotto dal portale Gay.it che, in vista delle elezioni amministrative per il Comune che si terranno la prossima primavera, ha interrogato la comunità omosessuale milanese cercando di tracciare anche un bilancio del gradimento dei singoli componenti della giunta Moratti.
Lo studio ha coinvolto circa 600 internauti milanesi gay, lesbiche e trans dichiarati che, nelle scorse settimane, hanno risposto ad alcune domande della redazione. Dall'analisi delle risposte emerge innanzitutto che un gay milanese su due, il 46 per cento degli intervistati, dichiara di essere di idee politiche di destra o centro destra. Nel dettaglio il 12 per cento dichiara di essere "di destra", mentre il 34 per cento di essere di "centrodestra". Per quanto riguarda l'opposizione, invece, sommando il 21 per cento di chi si definisce "di sinistra" con il 30 per cento del "centrosinistra", raggiunge un totale del 51 per cento dei consensi totali, mentre solo il 2 per cento degli intervistati si definiscono "di centro".
Nonostante le percentuali, però, la comunità Lgbt milanese, spiega l'indagine, "non si ritiene soddisfatta né della giunta Moratti in generale, né in particolare delle politiche e delle attività legate al mondo gay: la maggior parte degli intervistati (il 32 per cento del campione), infatti, oltre a ritenere sotto la sufficienza l'operato del sindaco Moratti, reputa "insufficienti" le misure prese a Palazzo Marino per garantire pari opportunità e pari diritti alla comunità gay.
Nel questionario approntato da Gay.it è stato poi chiesto anche di valutare l'operato degli assessori della giunta Moratti. Il più apprezzato dai milanesi? La ricerca ha decretato che si tratta di Giovanni Terzi, titolare della delega alle Attività produttive, Politiche del Lavoro e dell'Occupazione. Il componente dell'esecutivo viene promosso dal 27 per cento degli interpellati che ricordano con piacere le numerose iniziative ricreative organizzate negli ultimi anni in città, come le "notti bianche" e l'estate milanese, ma anche per l'importanza attribuita alle problematiche delle donne, prime destinatarie di manifestazioni innovative come la maratona in rosa e la notte dei saldi. Probabilmente, spiega l'indagine, hanno inciso nella scelta dei gay anche le numerose iniziative promosse da Terzi nel settore della moda e del fashion.
Secondo nella classifica di gradimento, con il 19 per cento delle preferenze, l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, premiato soprattutto per le numerose iniziative culturali legate all'arte o al teatro, di cui si è fatto promotore. Al terzo gradino del podio si attesta Maurizio Cadeo, assessore all'Arredo, decoro urbano e verde (16 per cento) per il suo interesse all'estetica della città e l'attenzione al verde pubblico. Piacciono per la simpatia e la sensibilità dimostrata verso il mondo gay anche l'assessore allo Sport Alan Rizzi (12 per cento delle preferenze) e il titolare della delega alla Salute Gianpaolo Landi di Chiavenna (10 per cento).
Meno amato dei suoi colleghi, ma con in tasca un dignitoso 7 per cento di preferenze, l'assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, mentre alle ultime posizioni, apprezzati solamente da una piccola parte dell'elettorato gay, troviamo i due esponenti più in vista dell'intera giunta: al penultimo posto della graduatoria, infatti, si piazza Riccardo De Corato, vicesindaco con appena il 5 per cento dei consensi e il sindaco Letizia Moratti che, invece, risulta amata solo dal 2 per cento del campione.


Auguri.

www.ilgiornale.it

8.12.10

società

“Concordo in pieno con le regole dell’esercito Usa. Non chiedere e non dire che sei gay. Perché se uno è omosessuale è affare suo, ma se fa apertamente coming out non è più affare suo, la sua omosessualità diventa un manifesto politico. Non dico che un omosessuale conclamato sia inadatto all’esercito, io dico che un omosessuale può essere ed è stato un grande politico, un grande imprenditore, un grande artista, ma questi lo sono stati per la loro intelligenza, non perché hanno mai proclamato di essere gay”. Questo ha dichiarato in una intervista di Klaus Davi il noto omofobo parlamentare del PdL Carlo Giovanardi, dal maggio 2008 Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile, famoso anche per aver dichiarato che "Se i gay adotterranno, ci sarà esplosione della compravendita dei bambini".

10.11.10

società

L' Italia sprofonda, le cose che funzionano si contano sulle dita delle mani, la nostra classe politica arraffona e incompetente vive in un mondo a parte, in una specie di basso impero alla deriva e il nostro Presidente del Consiglio è il giusto traghettatore verso il nulla. Che dire della frase che ha fatto tristemente il giro del mondo "meglio guardare le belle ragazze che essere gay"; il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe ha fatto sapere di non voler più incontrare Silvio Berlusconi, di escludere visite in Italia per l'immediato futuro, che sarà assente ad eventuali incontri organizzati in Francia. Il sindaco di Berlino Klaus Wowereit ha dichiarato che si tratta di una frase di pessimo gusto che incentiva l'omofobia; ugualmente hanno preso le distanze la presidentessa del Governo islandese, Joanna Sigurdardottir, e il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle. Avanti tutta!

12.10.10

società

Questo è un testo scritto dal Presidente dell' Arcigay di Bari dopo l'ennesimo pestaggio di un ragazzo di 17 anni avvenuto il 29 settembre scorso a Casamassima, Bari.
"Quante altre violenza fisiche e psicologiche dovranno pesare sulla dignità delle persone gay e transessuali, prima che l'omotransfobia venga riconosciuta ufficialmente come vero e proprio atto di razzismo? Quanto manca perché venga estesa l'efficacia della legge Mancino agli atti di violenza contro omo e transessuali? Il mondo politico dovrebbe preoccuparsi di salvaguardare tutte e tutti i cittadini. Anche quelli omosessuali e transessuali. L'italia invece è uno degli ultimi paesi nell'UE a non avere ancora nessuna legge contro l'omotranfobia. Del pari il Sindaco Emiliano (sindaco di Bari) dovrebbe mantenere le promesse fatte lo scorso 18 Maggio (in occasione della Giornata Mondiale Contro l'Omotransfobia) e aprire uno sportello anti-discriminazione, organizzare corsi di educazione alle differenze ai dipendenti comunali e nella scuole. Continueremo a offrire tutela giuridica e aiuto psicologico a tutte le vittime di omotransfobia che si rivolgeranno a noi, ma il rispetto non può basarsi solo sul volontariato, mentre politica e istituzioni girano la faccia dall'altra parte".

Parole ripetute infinite volte, necessarie in un'epoca sempre più violenta (vedi l'episodio del tassista di Milano), indifferente e sorda.

15.8.10

società

Arcigay ha inviato una lettera appello alla comunità internazionale (media, istituzioni, associazioni, blog, ambasciate) per denunciare il clima di insostenibile disagio, omofobia e discriminazione in cui vive la comunità lgbt in Italia. "Di fronte al continuo reiterarsi di episodi di omofobia e transfobia, alla negazione dei gesti della più semplice e limpida affettività come il bacio tra due persone che si amano o che si piacciono, non possiamo non evidenziare il silenzio assoluto delle Istituzioni nazionali e del Legislatore. Prendiamo atto piuttosto di un clima generale di pericoloso neo moralismo e di maggiore pesantezza ed aggressività, caratterizzato da dichiarazioni e gesti da parte di alcuni amministratori o rappresentanti di partito che vanno dall'indifferenza fino alle aperte manifestazioni di ostilità ed omofobia. Per questa ragione ci siamo rivolti, e sempre più lo faremo, alla comunità internazionale perché ci aiuti in questa battaglia di democrazia e libertà. Oggi quel riverbero di insicurezza e diffidenza che le persone lgbt derivano dai tanti episodi di discriminazione o violenza, mina seriamente la percezione della nostra stessa cittadinanza, e pone duri interrogativi sul come possano sentirsi le persone lgbt provenienti da altri Paesi dell'Unione in contesti per nulla accoglienti ed inclusivi. Ogni persona gay o lesbica o trans che passa il nostro confine sa di entrare in un contesto in cui la sua dignità di persona vale meno che in altri Paesi civili. Nel nostro Paese alcune istituzioni hanno dato e stanno dando segnali importanti di attenzione, sostegno e serietà, e pensiamo ad UNAR ed alla Polizia di Stato con la recente costituzione di un Osservatorio (OSCAD), ma ciò che è grave e sconcertante è l'assenza dei partiti ed il silenzio gravissimo del Parlamento che ammutolisce e cancella la vita delle famiglie dello stesso sesso e l'emarginazione, la solitudine e la paura di decine di migliaia di persone".

9.6.10

politica


Sosteniamo i principi e i valori dell'articolo 21 della Costituzione e tuteliamo il diritto inalienabile di ogni cittadino a un'informazione libera, completa e plurale. Un'informazione che non deve subire alcuna forma di bavaglio.

30.5.10

società

Tra l'1 e l'1 e 30 di martedì scorso, appena uscito dal "Coming out", storico locale gay, un ragazzo ventiduenne è stato derubato e pestato a sangue da quattro idioti (italiani) che al grido "frocio, frocio" gli hanno procurato diverse ferite, tagli e contusioni al volto. Il ragazzo si è rivolto al numero antiomofobia Gay help line 800.713.713 il cui responsabile legale, Daniele Stoppelli, sta seguendo il caso. Daniele Stoppelli ha così commentato : "Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime, è necessario fare piena luce su questa vicenda e per questo forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili". Fabrizio Marrazzo, Presidente dell'Arcigay Roma, ha dichiarato: "C'è da notare che gli aggressori sono sempre più spesso giovani. Le Istituzioni si impegnino davvero quanto prima a mettere in campo una campagna di formazione ed educazione contro l'omofobia e la transfobia a partire dalle scuole come avviene in molti altri Paesi europei. È necessario che la comunità lesbica, gay e trans e la città reagiscano a questo ennesimo episodio di violenza". E' l'ottavo episodio in nove mesi.

20.5.10

politica

La Commissione Giustizia del Senato sta per approvare un disegno di legge che vuole criminalizzare chi fa informazione. Con la scusa di tutelare la privacy delle persone, la legge ha in realtà il preciso scopo di bloccare qualsiasi notizia possa risultare scomoda al Governo impedendo ai cittadini l'assoluto diritto di essere informati. In base alla proposta di legge giornalisti ed editori non potranno più scrivere e pubblicare notizie o documenti di un procedimento penale, nemmeno un breve riassunto di quanto sta avvenendo nei Tribunali. Contravvenire a questa legge costerà fino a 6 anni di carcere per i giornalisti e fino a 464.700 euro di multa per l'editore. Ladri e corrotti ringraziano.Se questa legge fosse già stata approvata non avremmo saputo nulla della casa dell'ex ministro Scajola, pagata in parte da un costruttore romano indagato per corruzione; non avremmo saputo dell'allucinante conversazione telefonica tra due imprenditori che ridono del terremoto in Abruzzo perchè avrebbe portato loro nuovi affari; non sapremmo saputo che l'ex senatore Di Girolamo è stato eletto grazie ai voti raccolti all'estero dalla mafia; non avremmo saputo delle indagini che coinvolgono i preti pedofili, perchè la nuova legge prevede un accordo speciale con il Vaticano.

17.5.10

società

Per la prima volta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha invitato al Quirinale, in occasione della Giornata contro l'omofobia, le associazioni omosessuali italiane; all'incontro hanno preso parte il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che si è scusata per i pregiudizi verso le persone omosessuali espressi in passato e alla deputata del Pd Anna Paola Concia. L'avvenimento è, per tanti versi, straordinario. Il presidente Napolitano si è detto onorato dell'incontro e ha ricordato che è suo compito istituzionale accogliere le istanze importanti della società. Ha anche chiesto l'impegno del Parlamento ad andare avanti nel lavoro sulle leggi contro l'omofobia, senza contrapposizione tra i partiti ma con senso di responsabilita. Sono saliti al Colle i rappresentanti di Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli, Agedo, Di Gay project, Famiglie Arcobaleno, Rete Lenford, Gaylib. Napolitano ha sottolineato come omofobia e transfobia non siano solo un problema delle singole persone o prerogativa delle associazioni omosessuali e transessuali, ma una questione che investe tutta la società e di cui tutti si devono sentire responsabili. Il Presidente ha inoltre evidenziato che gli aspetti su cui intervenire sono due: uno culturale e sociale, l'altro normativo e che su entrambi le istituzioni devono fare la loro parte. A Padova, mentre in Provincia si discuteva la mozione contro l'omofobia, nel suo intervento il leghista Pietro Giovannoni ha chiamato i gay con l'epiteto di «culattoni».

24.4.10

società

Due buone notizie.
Annullato l'arbitrato per risolvere le controversie sul lavoro che nelle malcelate intenzioni del Governo (grandi applausi da Confindustria) avrebbe dovuto scardinare uno dei capisaldi dello Statuto dei Lavoratori, l'articolo 18 che tutela il lavoratore da un licenziamento senza giusta causa.
Bocciate alla Camera le proposte di legge che volevano modificare radicalmente la legge sulla caccia. La scriteriata lobby dei fabbricanti di armi (un vero centro di potere) voleva abbassare a 16 anni (sedici) il limite d'età per usare il fucile, allungare la stagione di caccia mettendo in pericolo molte specie nel periodo delle grandi migrazioni o della riproduzione, poter sparare nei parchi.
E all'orizzonte avanza minacciosa la legge-quadro sulla sicurezza (e sulla libertà di informazione e sul controllo dell'operato dei magistrati).

8.4.10

politica

Per mantenere fede al "celodurismo" della Lega il neopresidente regionale piemontese Roberto Cota ha subito fatto sapere che avrebbe bloccato la distribuzione della pillola antiaborto RU 486. Naturalmente, il neoeletto si è subito affrettato a fare marcia indietro dicendo di essere stato male interpretato. E vorrei vedere; si tratta di una legge dello Stato e, anche se la Costituzione è stata modificata per farvi entrare i nuovi concetti del federalismo, i diritti sociali e civili di ogni cittadino devono essere garantiti in egual misura in ogni regione e non seguire capricci e spot propagandistici di chi, a turno, comanda. O, prospettiva sempre meno fantascientifica, per perseguire l'obiettivo di creare nuove diseguaglianze (vedi il recentissimo tentativo di modificare lo Statuto dei Lavoratori), limitare le libertà personali (vedi il caso Englaro e il testamento biologico), distorcere le garanzie costituzionali (vedi la riforma della giustizia). Prove tecniche di fascismo?

3.4.10

politica

Nelle giornate in cui sono molti a leccarsi le ferite e sentirsi smarriti, Giorgio Napolitano ha ricordato al Governo cos'è la democrazia respingendo la proposta di legge del ministro del Welfare Maurizio Sacconi che avrebbe modificato l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Era intenzione del Governo di dare in mano ai datori di lavoro un'arma potentissima, l'arbitrato, cioè poter ricorrere ad un "arbitro" che dovrebbe giudicare la controversia "con equità" e NON secondo la legge, che avrebbe reso il dipendente ancora più debole sia in fase di contratto sia nel caso di interruzione del rapporto di lavoro. Questa ennesima spallata contro le libertà e i diritti dei cittadini (vedi le leggi sulla giustizia, sulla scuola, sull'economia), con buona pace della Confindustria che l'aveva fortemente sostenuta, è stata respinta al mittente.

27.3.10

società

In Polonia è accaduto un uomo si sia rivolto al Tribunale perchè la sua richiesta di subentrare al compagno nel contratto d'affitto dell'appartamento in cui convivono è stato respinto dal suo Comune di residenza. In Polonia come in Italia non esistono leggi che regolano i diritti delle coppie omosessuali. Alla sentenza negativa del Tribunale non si è perso d'animo e ha fatto ricorso alla Corte Europea per i diritti dell'uomo. Agli inizi di marzo la Corte Europea gli ha riconosciuto il diritto di subentrare al suo compagno convivente perchè si tratterebbe di un evidente atto di discriminazione. Da tempo il Parlamento Europeo ha riconosciuto parità di diritti a tutti i cittadini europei, indipendentemente dalla razza, dalla religione, dal sesso e dall'orientamento sessuale; il 16 marzo scorso il Consiglio d'Europa ha chiesto agli Stati membri di garantire gli stessi diritti delle coppie eterosessuali anche alle coppie dello stesso sesso, ma sappiamo bene che i singoli Stati hanno la potestà di applicare o meno le leggi europee.

28.2.10

società

Un documento sottoscritto da Provincia, Comuni, Prefettura e Questura, Comando provinciale dei Carabinieri, Asl, Ordini degli avvocati e l'ospedale Santa Croce, impegna tutto il territorio di Cuneo a monitorare e a sviluppare azioni di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto all'omofobia, un fenomeno, spiega il presidente della Provincia Gianna Gancia, in preoccupante aumento. Verranno studiate iniziative mirate ad una maggiore consapevolezza sulla violazione dei diritti fondamentali e la diffusione della cultura della non discriminazione.

16.2.10

società

Paola Binetti ha lasciato il Pd per entrare nell’Udc di Casini. E' addolorata per la decisione molto sofferta, ma non può convivere con Emma Bonino. I dirigenti del Pd si dichiarano dispiaciuti, su Facebook sono centinaia i messaggi che esultano e ringraziano per essersi tolta dai coglioni. Al XIII Congresso dell' Arcigay a Perugia la notizia è stata accolta con una standing ovation. Paola Binetti, notissima Teodem che dorme su una tavola di legno e di giorno porta il cilicio perché “ci costringe a riflettere sulla fatica del vivere”, aveva definito l’omosessualità “una devianza della personalità” che porta ad un comportamento “molto diverso dalla norma iscritta in un codice genetico, morfologico, endocrinologico e caratteriologico”. Non importa che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità l’omosessualità è una “variante naturale del comportamento umano”. Celebre l'affermazione in una intervista del 2008 nella quale accomunava l'omosessualità alla pedofilia mentre lo scorso anno si distingueva per aver votato contro la proposta di legge contro l'omofobia presentata da Paola Concia. Grazie, Paola Binetti, non sei più un nostro problema.

9.2.10

società

Francesco Zanardi, sfinito, ha interrotto lo sciopero della fame (vedi post 23.1.10), iniziato oltre un mese fa, ma non ha interrotto la sua battaglia per il riconoscimento del diritto a sposarsi per le coppie omosessuali, ha infatti deciso di candidarsi alle prossime regionali nella lista del Partito Radicale.
Lo sciopero è avvenuto nel totale disinteresse delle forze politiche italiane; l'unico sostegno è arrivato da Paola Concia e da alcuni parlamentari del Pd, e dall'estero, dalla Unione Europea e dalle agenzie di stampa Reuters e CNN.

6.2.10

società

Il nostro ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in linea con altri Governi come Gran Bretagna Germania Stati Uniti (mentre in Brasile è un secco 'no' dal generale dell'esercito), ha dichiarato che "se le tendenze sessuali di una recluta potevano giocare un ruolo nella selezione quando c'era la leva obbligatoria, nell'esercito di soli volontari questa possibilità non esiste più". In realtà una legge vera e propria che vieti ai gay di fare il militare non è mai esistita. "Oggi essere gay o non esserlo non ha alcuna rilevanza per essere ammessi nelle forze armate". Il ministro della Difesa, comunque, ha aggiunto di non ha mai ricevuto «segnalazioni da parte di gay in uniforme che dicono di essere discriminati e neppure, all'opposto, di qualcuno che ha protestato per la presenza di omosessuali nelle forze armate. Da questo punto di vista sono molto contento perchè la considererei una discriminazione senza alcuna ragione. In Italia, sono anni che gli omosessuali possono appartenere alla Polizia di Stato, il problema semmai sono poi i pregiudizi, che dovranno col tempo cadere".