societa'
Sono perfettamente d'accordo su quanto ha dichiarato il presidente dell'Arcigay
Aurelio Mancuso sulle polemiche provocate dalla presunta scarsa rappresentatività del mondo gay del concorrente Maicol, a causa dalla sua effeminatezza. "Maicol può esser percepito da tanti gay come la riproposizione del cliché del gay femminile. Ritengo che
Maicol abbia tutto il diritto di esporsi pubblicamente come più gli aggrada e di non avvertire un peso di rappresentanza che non esiste. Gli omosessuali sono, per fortuna, diversi tra loro e dovremmo imparare anche dentro il movimento lgbt a respingere un’idea omologante della rappresentazione evocativa delle omosessualità, che sono plurime, come lo sono le eterosessualità e così via. Nessuno di noi, ha il compito, ne si può arrogare il diritto, di sostenere un’idea di omosessualità piuttosto che un’altra, come se avessimo la mission di promuovere questa o quella idea di personalità più vicina ai nostri gusti personali, che tali rimangono. Si rischia lo scivolamento discriminatorio, in nome di una pur comprensibile paura di veder ridotta la propria vita in un quadro mediatico non rispondente ad una più diffusa articolazione".
Nessun commento:
Posta un commento