17.4.11

società

I ministeri della Difesa e dei Trasporti dovranno versare 20 mila euro come risarcimento danni a Danilo Giuffrida, 28 anni, confermando la sentenza di primo grado emessa nel luglio 2008 che aveva stabilito un risarcimento di 100.000 euro, su questa drastica riduzione Danilo ha presentato ricorso in Cassazione. Ricorderete la vicenda assurda: alla visita di leva, avvenuta quasi dieci anni fa, ai medici che lo visitavano Danilo aveva dichiarato di essere gay. L'ospedale militare aveva informato la Motorizzazione civile che il giovane non era in possesso dei "requisiti psicofisici richiesti" e gli era stata sospesa la patente di guida in attesa di una revisione all'idoneità. Danilo aveva presentato ricorso al Tar di Catania, che sospese il provvedimento osservando che l'omosessualità "non può considerarsi una malattia psichica" quindi riconoscendo il danno esistenziale di una persona che viene discriminata perchè gay, e una domanda di risarcimento danni da 500 mila euro ai ministeri della Difesa e dei Trasporti ottenendo in primo grado, il pagamento di 100 mila euro, poi ridotto in appello a 20 mila. Al di là dell'aspetto economico, la conferma da parte del tribunale è comunque un dato positivo riconoscendo a Danilo la clamorosa ingiustizia e il conseguente danno esistenziale vissuto per un lungo periodo. Ma dimostra anche come sempre più la società cambi ma questo non si traduca in necessarie leggi e regole nuove, a prova di uno scollamento sempre più profondo dalla politica.

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