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10.9.10
cinema
Lascia una sensazione di incompiutezza il film "Urlo", pur parlando di tante cose e, una per una, interessantissime. C'è innanzitutto il poema di Allen Ginsberg (1926-1997), il guru della 'beat generation', il processo per oscenità intentato a Lawrence Ferlinghetti, poeta ed editore del libro, una lunga intervista ad un Allen (un pò più bello del vero Allen) che racconta della sua infanzia con una madre fuori e dentro dagli ospedali psichiatrici, del processo, della propria omosessualità (mai nascosta), degli altri mitici amici e protagonisti della scena culturale alternativa americana negli anni '50, Jack Kerouac e Neil Cassady, e c'è, infine, la lettura del poema che Ginsberg fece in una galleria di San Francisco nel 1955. Ci sono inoltre anche alcune scene animate, a mio parere inutili, che vogliono essere la rappresentazione visiva del testo di Ginsberg. Tutto questo, girato in bianco e nero e a colori dai due registi Jeffrey Friedman e Rob Epstein e montato in una maniera a volte un pò faticosa da seguire, forse per superare la staticità di alcune scene, particolarmente il processo che avrebbe potuto essere molto più convolgente perchè vi si discute di un argomento davvero importante, che cos'è l' oscenità. Per non parlare di un doppiaggio discutibile, la voce di Ginsberg è di una monotonia senza pari. Ma il film è interessante e commovente in alcuni punti. I libri di quei quattro 'sbandati' ("Sulla strada" di Jack Kerouac, primo fra tutti) scossero l' America e le sue radicate e conservatrici convinzioni ma ben presto questi autori rientrarono nel conformismo generale. "Urlo" venne assolto dall'accusa di oscenità perchè di provato valore sociale. Oggigiorno non lo si legge più. Rob Epstein, nato nel 1955, gay militante è importante documentarista vincitore di due premi Oscar per "The times of Harvey Milk" del 1955 e "Common threads: stories from the quilt" del 1990; con Jeffrey Friedman ha diretto "Lo schermo velato" dedicato agli attori gay del cinema americano, e al fondamentale "Paragraph 175", sullo sterminio di gay e lesbiche nei campi di concentramento nazisti. Jeffrey Friedman ha girato "Underground Zero" nel 2002 e varie puntate del serial televisivo "Law & Order".
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