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30.7.10

società

Davanti alla fuga inarrestabile di fedeli a causa di scandali sempre più frequenti, la Chiesa sta cercando di recuperare credibilità con un violento giro di vite all'interno delle sue gerarchie. David Berger, teologo di nazionalità tedesca, è stato rimosso dal suo incarico presso la Pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino, importante Istituto teologico di Roma, dopo che aveva dichiarato la sua omosessualità. Il teologo aveva lasciato la direzione della rivista Theologisches come forma di protesta contro contro il collegamento fatto da diversi prelati tra omosessualità e pedofilia. Aveva scritto quindi un articolo rivelando la propria omosessualità e criticando le omofobiche posizioni della Chiesa sui gay come “ipocrite e bigotte”. Dopo tre mesi è arrivato il licenziamento con l'accusa di vivere una doppia vita. Berger si è difeso citando il Catechismo, dove si parla di condanna degli atti omosessuali ma si invita ad accettare i gay.

14.4.10

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A volte ritornano. Il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone in conferenza stampa in Cile, dove si è recato per visitare le zone colpite dal terremoto di febbraio, ha annunciato i nuovi provvedimenti per arginare lo scandalo dei preti pedofili ma ha anche pronunciato una frase che ha fatto insorgere le comunità gay rivelando la solita, antica, profonda ignoranza. Non c’è alcun collegamento tra la pedofilia e il celibato a cui devono essere fedeli i sacerdoti mentre invece studi di psichiatri affermano che esiste un legame tra pedofilia e omosessualità. Una tesi senza fondamento perché il pedofilo è attratto da soggetti pre-puberi che non hanno sviluppato sessualità, la pedofilia è una perversione che prescinde dall’orientamento sessuale. Ancora una volta la Chiesa porta avanti l' odio omofobo.

1.4.10

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Il bubbone della pedofilia che sta gettando una luce sinistra sulla Chiesa e sui suoi rappresentanti ad ogni livello, sta scoppiando anche in Italia. Repubblica in un dettagliato articolo ha compilato un lungo elenco. Telefono Azzurro, nel 2009, ha raccolto 109 denunce di abusi sui minori. Un sacerdote di Torino è stato condannato a 4 anni e mezzo di reclusione per possesso di 4.000 immagini pedopornografiche. Un ex-parroco di Farneta (Arezzo) ha confessato 38 casi di violenza sessuale, 16 su minori, sta scontando 8 anni di reclusione. A Lanusei (Nuoro) un rettore del seminario ha patteggiato una multa di 4.000 euro per possesso di immagini pedopornografiche. A Trapani un monsignore ha patteggiato nel 1998 due anni di reclusione per atti di libidine su minorenni. A Colleferro (Roma) un parroco è stato condannato nel 2004 a sei anni di reclusione per violenza sessuale e istigazione all'uso di stupefacenti su due ragazzini. A Bolzano le accuse di violenza su un minorenne sono cadute in prescrizione ma ugualmente ha dovuto risarcire la famiglia del ragazzo. A Milano un parroco è stato condannato nel 2001 a 4 anni di reclusione con l'accusa di violenza su minori. A Napoli un parroco è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per violenza sessuale su minorenne. La punta dell' iceberg.
www.repubblica.it

28.3.10

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Il quotidiano Libero risarcisce il Circolo Pink di Verona con 15mila euro per un articolo giudicato dal gruppo diffamatorio in quanto vi si accostava il reato di pedofilia all’attività dell’associazione che da 25 anni si batte per i diritti di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. L’articolo pubblicato il 22 agosto del 2003, in occasione della manifestazione contro l’arrivo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, era stato infatti il motivo della querela per diffamazione sporta dal presidente del Circolo Pink, Giovanni Zardini. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Monza aveva accolto la denuncia, nel maggio del 2008, disponendo il rinvio a giudizio per la giornalista Cristiana Lodi e l’ex direttore responsabile di Libero, Alessandro Sallusti. Dopo sette anni, il Circolo e Libero sono giunti all’accordo: il quotidiano ha infatti versato 15mila euro all’associazione in cambio del ritiro della querela. È un accordo importante dal punto di vista economico perché questi soldi permettono all'associazione di sopravvivere ma soprattutto dal punto di vista simbolico e politico. "Nessuno potrà più permettersi di accostare impunemente le associazioni o le persone gay, lesbiche, transessuali e bisessuali all’odioso comportamento, che è anche un reato, denominato pedofilia".

23.3.10

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Finalmente una presa di posizione (ma quanto tardiva!) dal Papa sugli innumerevoli casi di pedofilia avvenuti in Irlanda, Germania, Stati Uniti, Messico, Canada, Australia, Italia, Olanda, sui lunghi anni di silenzio omertoso delle autorità religiose che hanno minimizzato, negato, insabbiato allontanando ad altre diocesi i sacerdoti colpevoli, nonostante le centinaia di denunce delle giovani vittime, dei loro familiari, degli psicologi chiamati a curarli dai traumi subiti. "I responsabili di atti così abominevoli vanno portati davanti alla giustizia per essere condannati in modo inequivocabile. Gli abusi sessualisui minori sono un segno contrario al vangelo della vita e procurano danni indescrivibili alle vittime e alla comunità". Così ha scritto Benedetto XVI nella lettera inviata ai fedeli irlandesi. Meglio tardi che mai? Agli inizi degli anni '80, l'arcidiocesi di Essen avevo ricevuto le segnalazioni dello psichiatra Werner Huth che aveva in cura un sacerdote con precedenti di abusi su bambini con l'invito di allontanarlo per seguire una terapia assolutamente necessaria. Il sacerdote lasciò la parrocchia per due settimane, poi tornò ad essere presente accanto ai bambini. In quegli anni a capo della diocesi di Essen c'era Joseph Ratzinger.
http://www.altracitta.org/2010/03/22/preti-pedofili-nasce-lassociazione-per-denunciare-scrivete-a-lacolpalibero-it/

20.3.10

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Keith Porteous Wood, rappresentante dell’IHEU (International Humanist and Ethical Union) presso l’ONU, ha accusato la Santa Sede di aver violato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, da essa stessa sottoscritta. Il Vaticano, coprendo i preti pedofili e ostacolando le indagini delle magistrature di numerosi paesi contro di essi, ha, secondo l’IHEU, violato diversi articoli della Convenzione. L’IHEU è l’associazione internazionale in cui si riuniscono oltre cento associazioni umaniste e atee di tutto il mondo, tra cui per l’Italia anche l’UAAR, Unione Atei Agnostici e Razionalisti.

23.9.09

storia della fotografia di nudo maschile 15

Fred Holland Day (1864-1933) fu editore, fotografo, storico e filantropo. Fondo' una celebre casa editrice specializzata in libri d'arte e riviste di critica letteraria (e' stato il primo editore di Oscar Wilde negli Stati Uniti). Era legato al pittorialismo, il suo lavoro e' stata fondamentale per la storia della fotografia contribuendo a portarla ad una definitiva dignita' "artistica"; fotografo' paesaggi, pescatori e operai al lavoro, nudi maschili e (raramente) femminili. Le immagini di nudo alludono all'antichita' classica, ad un paganesimo sognante e malinconico. I modelli, spesso adolescenti, sono immersi in una natura intatta, pre-industriale; il loro corpo, anche ripreso frontalmente, si perde nella distanza e nella sapiente sfocatura, espediente a cui ricorrevano molti fotografi d'arte dell'epoca. Scatto' autoritratti pseudo-religiosi in numerose varianti della Passione e della Crocifissione di Cristo che fecero scandalo. Diede impulso alla fotografia allestendo numerose mostre di giovani fotografi. Era amico di Alfred Stieglitz, il piu' importante fotografo americano di inizio secolo, e per un breve periodo rivaleggiarono in popolarita' ma era una sfida assolutamente impari. La maggior parte delle sue opere e' andata persa in un incendio che, nel 1904, distrusse lo studio fotografico. Veniva considerato un eccentrico perche' insegnava a leggere e scrivere ai poveri immigrati di Boston, tra i quali sceglieva i modelli. Fred Holland Day non si sposo' mai, ed e' generalmente accettato che fosse omosessuale ma e' una supposizione unicamente basata sul tipo di fotografie realizzate; della sua vita privata non si hanno notizie.

12.9.09

storia della fotografia di nudo maschile 12

Il nudo maschile ha, ancora per poco, bisogno di una giustificazione per apparire in fotografia; in un periodo di grande interesse verso l'antichita', di viaggi alla scoperta dei paesi esotici e di importanti scoperte archeologiche, le ambientazioni totalmente irreali e molto vicine al kitsch avevano dato a Wilhelm Von Gloeden una vastissima notorieta'. Mentre il Sud dell'Italia diventa una delle mete preferite del turismo sessuale gay, sono molti i fotografi che scelgono il nudo maschile come soggetto privilegiato del loro lavoro. Nel nostro Paese diventano famosi Guglielmo Pluschow, Vincenzo Galdi, Gaetano D'Agata; anche le loro scene agresti che vagamente ricordano Grecia e Roma antiche, con giovani uomini nudi dall'aria disponibile (e quasi sempre ben dotati), sono considerate opere d'arte. Difficile pensare a un tipo di clientela diverso da quello omosessuale per queste immagini; immagini ben note anche all'estero, venivano reclamizzate e vendute per corrispondenza attraverso un vero e proprio catalogo. Wilhelm Von Pluschow (Wismar 1852-Berlino 1930) diventa Guglielmo Pluschow allorche' si trasferisce in Italia, prima a Napoli e poi a Roma. Dopo un breve periodo come commerciante di vini, diventa fotografo e raggiunge il successo come ritrattista e autore di nudi sia maschili che femminili (in minor misura); per un decennio e' conosciutissimo anche all'estero, in Inghilterra, in Germania, negli Stati Uniti, nei primi circoli del nascente movimento omosessuale, pubblica alcuni libri di ritratti e paesaggi, appare su riviste d'arte. Dopo il 1890 il suo nome viene oscurato da quello del cugino Wilhelm Von Gloeden e lo si dimentichera' abbastanza in fretta. Ebbe guai con la giustizia; dopo un primo episodio del 1902 passato sotto silenzio perche' coinvolgeva il potentissimo fabbricante d'armi Alfred Krupp, venne nuovamente arrestato nel 1907 con l'accusa di corruzione di minori e sfruttamento della prostituzione. Il caso fece molto scalpore e coinvolse persone di ogni ceto e nazionalita'. Dovette trascorrere otto mesi in prigione e, alla fine del processo, nel 1910 venne espulso dall'Italia. Non risulta che dopo quella data si sia piu' dedicato alla fotografia. Anche Pluschow fu un ottimo fotografo; a differenza del cugino von Gloeden, sempre attento a non travalicare i limiti del gusto, realizzo' immagini decisamente piu' audaci, meno curate ma piu' aggressive ed erotiche fino ad arrivare alla vera e propria pornografia. I suoi negativi non sono ritoccati (ad esempio, per togliere i segni lasciati sulla pelle dagli abiti appena tolti) a prova di un generale atteggiamento piu' realistico e immediato. I modelli si relazionano maggiormente tra loro, si abbracciano, sono sul punto di baciarsi. Pluschow non costruisce ambientazioni elaborate, gli oggetti di contorno sono ridottissimi o del tutto assenti; fotografa spesso in interni con luce artificiale oppure usa la piccola terrazza dello studio con vista sulle colline romane. I due cugini collaborarono insieme per un breve periodo, si scambiarono i modelli (e' di Von Gloeden il ritratto con mandolino di Pluschow); le loro fotografie hanno molti punti in comune ed in alcuni casi e' difficile stabilire chi sia l'autore, anche perche' Pluschow vendeva a volte i suoi "studi" firmandoli sul retro con un piu' prestigioso "Wilhelm Von Gloeden" per aumentarne il prezzo.