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29.7.12

società

Da Nuova Agenzia Radicale. La Cassazione dice la sua sugli outing e stabilisce che rivelare l’orientamento sessuale di un privato cittadino sui mezzi di informazione senza il suo consenso è illegittimo. Svelare l’omosessualità di un individuo, dichiara la Corte, corrisponderebbe a una violazione della privacy dello stesso e offenderebbe “anche la reputazione della persona alla quale è attribuita la relazione omosex”. Gli outing sarebbero quindi vietati e, in quanto tali, suscettibili di denuncia per diffamazione a meno che non siano giustificati del “pubblico interesse” e dal diritto di cronaca. Tutto è iniziato quando un uomo, in seguito a un articolo pubblicato dal Corriere Adriatico in cui si faceva riferimento alla sua relazione omosessuale con un suo dipendente, ha chiamato in causa la testata, autrice del “gossip”. Tuttavia, poiché l’identità del soggetto non era resa esplicita dall’articolo, il gup di Ancona aveva archiviato il fatto dichiarando il “non doversi procedere per omesso controllo” nei confronti del direttore del quotidiano. Ma la cautela dell’anonimato non è bastata per togliere d’impaccio la testata e la Suprema Corte, presso la quale la vittima ha presentato ricorso, ha affermato che l'omosessualità è “una situazione di fatto riconducibile alle scelte di vita privata” senza “alcun rilievo sociale”. Inoltre “ai fini dell'individuabilità dell'offeso - si legge nella sentenza depositata - non occorre che l'offensore ne indichi espressamente il nome, ma è sufficiente che l’offeso possa venire individuato per esclusione in via deduttiva, tra una categoria di persone, a nulla rilevando che in concreto l'offeso venga individuato da un ristretto numero di persone”. Il tribunale ha sposato così le ragioni della parte civile e annullato con rinvio la sentenza del tribunale di Ancona al quale passa ora nuovamente la palla per sottoporre il caso a riesame.

http://www.agenziaradicale.com/index.php/cronaca/223-gay-cassazione-divieto-di-outing

15.6.12

società


Riporto dal quotidiano La Repubblica.
Tre aggressioni, tra Roma e provincia, ai danni di una coppia lesbica, una transessuale e un noto attivista omosessuale. Tutte contraddistinte dalla ferocia omofoba dei protagonisti, spesso giovanissimi convinti di poterla fare franca. Una vera e propria escalation che, nei giorni scorsi, era già stata segnata dagli insulti e dalle botte, nella zona di Campo de' Fiori e dal ferimento alla testa di una ragazza lesbica, nella Gay Street. In tutti i casi, le vittime hanno avuto il coraggio di rivolgersi alle forze dell'ordine, sporgendo denuncia. Ora sono assistite dalle associazioni che si battono per i diritti delle persone omosessuali e che hanno dato la loro disponibilità ad assisterli legalmente, oltre che a costituirsi parte civile nei processi che saranno istruiti a carico dei violenti. Ma nella comunità omosessuale, intanto, cresce la preoccupazione.
I primi due casi vengono denunciati dal Gay Center e da Arcigay Roma, che hanno ricevuto la segnalazione delle vittime alla Gay Help Line (800713713). Ad Ardea, una transessuale ha subito ripetute minacce, ingiurie e danneggiamenti, all'inizio di giugno. Poco meno di 50 anni, originaria della Serbia
(da dove è fuggita per salvarsi dalla pulizia etnica messa in atto dall'esercito croato), Stefania - il nome è di fantasia - stava prendendo il sole, sulla spiaggia libera. "Ero sdraiata - racconta a Repubblica.it - e leggevo un libro. A un certo punto, senza alcun motivo, si sono avvicinati a me quattro ragazzi, intorno ai 20 anni di età". L'hanno insultata e umiliata, pubblicamente, con espressioni come "fai schifo, noi i travestiti li uccidiamo" e per metterle paura l'hanno minacciata con dei racchettoni, arrivando quasi a colpirla. A quell'ora - erano circa le 14 - quel tratto di spiaggia era poco frequentata, e in zona non c'erano altre persone. "Sono stata colpita - prosegue - dalla loro tranquillità, impressionante. Sono venuti da me a freddo, soltanto per intimidirmi e offendermi. Volevano anche sapere se fossi straniera". Da quel momento è iniziata una vera e propria persecuzione. Il giorno dopo, uscendo di casa, Stefania si accorge che la sua auto è stata danneggiata: le era stato rotto lo specchietto. "Segno che mi avevano seguita fino a casa", osserva. Nulla a confronto di quello che le accade il giorno dopo, quando sulla stessa auto vengono rovesciate feci e banane. "Non ho mai avuto problemi - racconta Stefania, che ha sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione - di questo tipo. L'ultima volta che sono stata insultata in questo modo vivevo ancora in Serbia". Dal mare ai Castelli, la seconda aggressione è avvenuta a Velletri. Due giovani lesbiche sono state insultate da alcuni ragazzi mentre si trovavano all'interno di un pub. Sono state notate, perché non avevano nascosto il fatto di essere una coppia: una mano che stringe l'altra, forse anche un abbraccio. Dimostrazioni d'affetto come se ne vedono tante, sul versante eterosessuale. Costrette a uscire, sono state inseguite e minacciate con calci e pugni sulla loro auto, al grido di "sporche lesbiche". Una volta entrate nella macchina sono state accerchiate dal branco, che ha impedito loro di allontanarsi, bloccando la strada con un'altra auto: soltanto l'arrivo dei carabinieri, chiamati pochi minuti prima dalla coppia, ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Il caso più grave, però, dal punto di vista della prognosi, è quello che vede protagonista Guido Allegrezza, noto attivista per i diritti delle persone Glbt, aggredito la notte scorsa nel quartiere dell'Eur, in una zona abitualmente frequentata da gay. Allegrezza, che si trovava nei pressi di un bar, è stato affrontato da quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni, che gli hanno iniziato a lanciare contro delle pietre, ferendolo alla testa e procurandogli la frattura delle costole, oltre a varie contusioni. Trasportato al San Camillo, i medici lo hanno giudicato guaribile in 30 giorni (la denuncia è scattata d'ufficio). La vicenda è stata anche segnalata all'Oscad, l'osservatorio contro le discriminazioni della polizia di stato e dei carabinieri, che monitora le violenze omofobe anche al fine di suggerire alle Questure possibili contromisure, a livello di vigilanza e servizi mirati. "Siamo di fronte ancora una volta a casi violenti. Quello che ci preoccupa - dicono Fabrizio Marrazzo, di Gay Center e Roberto Stocco, presidente di Arcigay Roma - è il ripetersi quasi quotidianamente di episodi di insulti e aggressioni. E se si pensa che quelli denunciati sono solo una parte dei casi che accadono realmente c'è di che allarmarsi. Occorre che le forze dell'ordine intervengano, che le istituzioni rispondano ma bisogna mobilitare anche l'opinione pubblica. I casi di cui abbiamo notizia sono un forte campanello di allarme che non si tratta di casi isolati ma che c'è una vasta area di disagio e di sottocultura che produce azioni di questo tipo. Secondo i dati di Gay Help Line, solo due casi di aggressioni su dieci vengono denunciati. Per questo chiediamo a tutti di reagire e di partecipare numerosi alla manifestazione-concerto di Piazza Farnese il 22 giugno, al quale prenderà parte il ragazzo aggredito a Campò dè Fiori. Da quella piazza può venire una significativa risposta collettiva contro l'omofobia". "L'aggressione chiaramente omofoba ad Allegrezza si aggiunge a quelle denunciate in questi giorni e sta suscitando allarme e sconcerto in tutta la comunità gay romana. Chiediamo pene esemplari per gli aggressori dopo gli episodi di questi giorni e ribadiamo la necessità di una legge contro l'omofobia: le istituzioni si facciano portatrici di questo messaggio al Parlamento", afferma il Coordinamento Arcobaleno, invitando tutti a partecipare alla manifestazione del 22 giugno. Ed è "sdegnato" anche il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. "Chiunque ferisce fisicamente o moralmente le persone omosessuali e transessuali si pone fuori dal consesso civile di un paese. La risposta della comunità gay sarà ferma e decisa. Invitiamo quindi tutti i cittadini romani e non solo a partecipare a tutte le iniziative in programma a giugno nella capitale e che culmineranno nella grande parata del Pride il 23 con lo slogan quanto mai
opportuno "Vogliamo tutto": vogliamo anche una legge contro l'omofobia.

http://www.repubblica.it/

29.4.12

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All men can be heroes. All men can be husbands. End marriage discrimination. A touching commercial by English Coalition for Equal Marriage.



http://www.c4em.org.uk/

25.4.12

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Il Parlamento ci riprova sui diritti delle coppie di fatto e stavolta anche di quelle omosessuali. Il Quirinale rispondendo alle sollecitazioni di alcuni parlamentari, dopo una sentenza della Corte di Cassazione sulla materia, ricorda come sia competenza del Parlamento la "regolamentazione delle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione".
La settimana scorsa è partito in commissione Giustizia alla Camera l'iter di una serie di proposte di legge per il riconoscimento delle unioni di fatto. Diversi i testi presentati che verranno unificati dalla presidente della commissione Giulia Bongiorno. I Radicali e la deputata del Pd Anna Paola Concia chiedono che vengano affrontate anche le loro proposte che introducono il matrimonio gay. Contemporaneamente si è mossa anche una corrente 'trasversale' dei liberali al Senato presentando un disegno di legge a firma Radicali-Repubblicani che partendo dal "riconoscimento di pari diritti ai figli naturali rispetto a quelli legittimi, introduce un registro degli accordi di unione solidale che varrà per coppie composte sia da persone dello stesso sesso che di sesso opposto". Il Quirinale ha ricordato alle sostenitrici dei diritti degli omosessuali quanto già affermato dalla Cassazione, ossia che "compete esclusivamente alla discrezionalità degli Stati prevedere o meno il matrimonio tra coppie omosessuali e, per l'effetto, valutare 'se stabilire diritti differenti tra coppie sposate e coppie dello stesso sesso che non possono contrarre matrimonio: senza che ciò costituisca una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e del divieto di ogni forma di discriminazione'", e dunque spetta "al Parlamento dare puntuale regolamentazione alle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione". (Thanks TN News).

27.3.12

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È il primo caso italiano in cui viene concretamente applicata la storica sentenza della Cassazione che riconosce alle coppie gay gli stessi diritti dei coniugati. Il tribunale di Reggio Emilia, richiamandosi alla sentenza della Corte Costituzionaledel 2010 sull' unità della famiglia, ha accolto il ricorso di una coppia gay, un italiano e un uruguaiano, che dopo essersi sposati in Spagna hanno chiesto il riconoscimento del permesso di soggiorno per il partner straniero con una lunga battaglia legale e burocratica. Rafael da oggi e per cinque anni può regolarmente restare in Italia e trovare lavoro Ora la Cassazione ha sancito che una coppia gay ha il diritto di avere una vita familiare con gli stessi diritti e la stessa dignità di quella di coniugi sposati.

16.3.12

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Marine's homecoming kiss is lighting up the world.


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In attesa di conoscere le motivazioni, possiamo però dire già oggi che la sentenza 4184 della prima sezione civile della Corte di Cassazione ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali. Sono almeno tre i punti che ci sembrano configurare un’autentica rivoluzione copernicana. Da una parte, la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un “diritto alla vita familiare”, recependo quindi l’orientamento già espresso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2010. In secondo luogo la Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione già adottata dalla nostra Corte costituzionale sempre nel 2010, riconoscendo alle persone omosessuali “il diritto a vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di ricorrere ai giudici “a prescindere dall’intervento del legislatore in materia”. Ma soprattutto la Corte formula importanti affermazioni di principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni politici circa la natura necessariamente eterosessuale del matrimonio. Difatti, la sentenza chiarisce che “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”. Grande riconoscenza all’avvocato Francesco Bilotta (della Rete Lenford, gruppo di avvocati sparsi in tutta Italia che si stanno occupando del rapporto fra comunità omosessuale italiana e Legge), vero padre di una strategia giudiziaria che sta trascinando l’Italia dei politici pavidi e balbettanti più vicino all’Europa delle grandi scelte e dei grandi ideali. Da oggi principi fino a ieri incredibili entrano nel nostro ordinamento come autentico diritto vivente.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

http://www.arcigay.it/

http://www.retelenford.it/

10.3.12

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Comunicato stampa. Arcigay: caro Vespa ognuno ha diritto alla sua biografia, ma è il coraggio che cambia il mondo. Nella puntata di Porta a Porta di ieri sera, Bruno Vespa, ricordando la scomparsa di Lucio Dalla, ha voluto rimarcare ed esaltare la scelta fatta dal grande cantante e poeta di "non fare una bandiera della sua omosessualità". Ci preme sottolineare come e quanto Arcigay abbia sempre tutelato in modo netto il diritto di ogni persona, qualunque sia la sua identità di genere o il suo orientamento, di vivere secondo le proprie inclinazioni, esercitando la piena libertà rispetto all'opportunità, ai tempi e alle modalità con cui manifestarle. Abbiamo sempre ritenuto questa libertà un bene intangibile; esprimendoci duramente, anche di recente, rispetto alla pratica barbara di un outing anonimo e vigliacco che ha squalificato chi l'ha proposto. Tuttavia pensiamo anche che sia profondamente ingiusto e poco civile cancellare il valore formidabile dell'orgoglio di essere omosessuali, bisessuali o transessuali e di combattere una battaglia visibile per la democrazia, l'uguaglianza e la libertà: ovvero per qualcosa la cui autentica realizzazione è un bene decisivo per chiunque. Forse Vespa ignora quante vite si sono spese ovunque in tutto il mondo, semplicemente per affermare la dignità dell'esistenza e la rivendicazione dei propri diritti fondamentali; quante persone hanno sofferto e subito violenze fino al suicidio, o sono state assassinate; torturate,giustiziate; private dei diritti più elementari in ragione della loro omosessualità o transessualità. Anche in Italia, caro Vespa, da oltre quaranta anni, generazioni di uomini, donne, anziani e giovani hanno ritenuto di battersi per quel diritto alla pienezza di diritti che la nostra Costituzione ritiene necessario patrimonio di tutti. Perché caro Vespa non ammette che il coraggio delle battaglie civili non può essere un obbligo, ma che illumina l'esistenza di chi se ne fa carico? Le persone di colore,le donne,gli ebrei, gli omosessuali ed i transessuali che hanno saputo dire di no alle ingiustizie, hanno generato giustizia anche per lei. Secondo lei hanno sbagliato tutto? Se lei è sinceramente interessato a raccontare la realtà, ci dimostri onestà intellettuale e contribuisca ad un dibattito alto e serio confrontandosi con noi su questi punti. Ma si ricordi che tra Rosa Parks ed Obama si staglia una linea sublime che ha cambiato il mondo, perchè dal coraggio di alcuni ha saputo generare la parità per tutti. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.

www.arcigay.it

16.2.12

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Per la prima volta sul Pirellone. Dopo l'invito del presidente della regione Roberto Formigoni a festeggiare San Valentino al 39esimo piano della nuova sede di Regione Lombardia, tutti hanno accolto l'invito e alcune associazioni per i diritti delle coppie LGBT (come CertiDiritti e Arcigay) hanno voluto rispondere all'invito. Nonostante l'aria non fosse delle migliori alla vigilia della serata, con alcune dichiarazioni di Formigoni su Twitter che invitava a festeggiare senza "fare manifestazioni", la serata si è svolta con toni pacati e molto romantici. Ivan Scalfarotto, vice presidente del Pd e Marco Mori, presidente dell'Arcigay erano lì insieme a tante altre coppie etero e non.

25.12.11

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It's time. The most-watched gay marriage ad of all time released by Australia's GetUp! community advocacy organization.



http://www.getup.org.au/

17.12.11

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It's time. All kinds of Rhode Island couples - straight and gay - talk about what marriage means and why it's time for equality in the Ocean State.



http://www.marriageequalityri.org/

28.11.11

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Il Tar Liguria ha reintegrato un ufficiale di Marina, imponendo che gli vengano restituiti mansione e gradi riconoscendo quindi l’impianto omofobico delle accuse e delle sanzioni. Un capitano di fregata in servizio in Liguria era stato punito per aver pubblicato le sue foto su un sito Internet per incontri sessuali gay. Con una sentenza i giudici del Tar di Genova hanno ordinato al ministero della Difesa la restituzione delle stellette e la reintegrazione dell' ufficiale.

8.8.11

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Anna Paola Concia, 48 anni, unico parlamentare italiano (nelle fila del Pd) dichiaratamente omosessuale, si è sposata a Francoforte con Ricarda Trautmann, criminologa di Colonia, 44 anni, insieme da tre anni. A Cerignola, Foggia, Pasquale, 20 anni, ha un fratello, Antonio, 40 anni, omosessuale. Pasquale considera Antonio il disonore della famiglia. Lo colpisce con 19 coltellate. Antonio è in gravi condizioni ma non a rischio della vita. Per molta gente per essere "normali" conviene andare all' estero.

2.8.11

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Wonderful, positive and so simple ad. An old man wakes in the morning, does his push-ups, brushes his teeth and gets dressed. He puts on a military uniform and looks at the photographs of his days as a young man in football; we see the single word "freedom" on the screen and think that it has a patriotic meaning but on the mirror we see the reflection of another old man who gets out of bed, the second part of the sentence appears on the screen, "to differ". The commercial shows the unconventional portrait of a male couple to support gays men in the Army. The Agency Cole & Weber Advertising, based in Seattle, realised the commercial in 2001 for ACLU, American Civil Liberties Union, a non-profit organization whose mission is "to defend and preserve the individual rights and liberties guaranteed to every person in this country by the Constitution and laws of the United States."
Despite the national scope of the subject and the ACLU organization, this commercial aired only in Washington State.

30.7.11

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Sono di Bologna e stanno insieme da sei anni Matteo Cavalieri, 26 anni esponente del Pd e iscritto all' Arcigay di Bologna, e Matteo Giorgi, 36 anni, i primi gay italiani a sposarsi a New York. In smoking e a piedi nudi, si sono detti sì alle 15.30 ora statunitense sulla spiaggia di Atlantic Beach, Long Island, davanti a pochi amici americani e al circolo Arcigay di Bologna collegato in tempo reale tramite Skype. Auguri.

http://www.vanityfair.it/

27.7.11

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La Camera ha approvato con 293 sì e 250 no le pregiudiziali di costituzionalità sul testo della legge sull'omofobia presentate da Udc, Lega e Pdl. Contro le pregiudiziali hanno votato Pd, Idv e Fli e, in dissenso con il Pdl, Santo Versace, mentre si sono astenuti Claudio Scajola e altri 17 deputati del Pdl. Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, si è astenuta. Approvare le pregiudiziali di costituzionalità significa praticamente respingere una legge che voleva introdurre l' aggravante dell' omofobia nei reati penali, come esiste l'aggravante per il razzismo, le discriminazioni religiose, etniche eccetera. Il voto è avvenuto a poco meno di due anni dalla prima bocciatura della legge da sempre portata avanti da Anna Paola Concia. Ancora una volta questo Parlamento si mostra incapace di capire ciò che accade nella società, ancora una volta il rispetto per la dignità e la libertà non è uguale per tutti.