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25.4.12

società

Il Parlamento ci riprova sui diritti delle coppie di fatto e stavolta anche di quelle omosessuali. Il Quirinale rispondendo alle sollecitazioni di alcuni parlamentari, dopo una sentenza della Corte di Cassazione sulla materia, ricorda come sia competenza del Parlamento la "regolamentazione delle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione".
La settimana scorsa è partito in commissione Giustizia alla Camera l'iter di una serie di proposte di legge per il riconoscimento delle unioni di fatto. Diversi i testi presentati che verranno unificati dalla presidente della commissione Giulia Bongiorno. I Radicali e la deputata del Pd Anna Paola Concia chiedono che vengano affrontate anche le loro proposte che introducono il matrimonio gay. Contemporaneamente si è mossa anche una corrente 'trasversale' dei liberali al Senato presentando un disegno di legge a firma Radicali-Repubblicani che partendo dal "riconoscimento di pari diritti ai figli naturali rispetto a quelli legittimi, introduce un registro degli accordi di unione solidale che varrà per coppie composte sia da persone dello stesso sesso che di sesso opposto". Il Quirinale ha ricordato alle sostenitrici dei diritti degli omosessuali quanto già affermato dalla Cassazione, ossia che "compete esclusivamente alla discrezionalità degli Stati prevedere o meno il matrimonio tra coppie omosessuali e, per l'effetto, valutare 'se stabilire diritti differenti tra coppie sposate e coppie dello stesso sesso che non possono contrarre matrimonio: senza che ciò costituisca una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e del divieto di ogni forma di discriminazione'", e dunque spetta "al Parlamento dare puntuale regolamentazione alle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione". (Thanks TN News).

27.3.12

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È il primo caso italiano in cui viene concretamente applicata la storica sentenza della Cassazione che riconosce alle coppie gay gli stessi diritti dei coniugati. Il tribunale di Reggio Emilia, richiamandosi alla sentenza della Corte Costituzionaledel 2010 sull' unità della famiglia, ha accolto il ricorso di una coppia gay, un italiano e un uruguaiano, che dopo essersi sposati in Spagna hanno chiesto il riconoscimento del permesso di soggiorno per il partner straniero con una lunga battaglia legale e burocratica. Rafael da oggi e per cinque anni può regolarmente restare in Italia e trovare lavoro Ora la Cassazione ha sancito che una coppia gay ha il diritto di avere una vita familiare con gli stessi diritti e la stessa dignità di quella di coniugi sposati.

16.3.12

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In attesa di conoscere le motivazioni, possiamo però dire già oggi che la sentenza 4184 della prima sezione civile della Corte di Cassazione ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali. Sono almeno tre i punti che ci sembrano configurare un’autentica rivoluzione copernicana. Da una parte, la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un “diritto alla vita familiare”, recependo quindi l’orientamento già espresso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2010. In secondo luogo la Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione già adottata dalla nostra Corte costituzionale sempre nel 2010, riconoscendo alle persone omosessuali “il diritto a vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di ricorrere ai giudici “a prescindere dall’intervento del legislatore in materia”. Ma soprattutto la Corte formula importanti affermazioni di principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni politici circa la natura necessariamente eterosessuale del matrimonio. Difatti, la sentenza chiarisce che “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”. Grande riconoscenza all’avvocato Francesco Bilotta (della Rete Lenford, gruppo di avvocati sparsi in tutta Italia che si stanno occupando del rapporto fra comunità omosessuale italiana e Legge), vero padre di una strategia giudiziaria che sta trascinando l’Italia dei politici pavidi e balbettanti più vicino all’Europa delle grandi scelte e dei grandi ideali. Da oggi principi fino a ieri incredibili entrano nel nostro ordinamento come autentico diritto vivente.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

http://www.arcigay.it/

http://www.retelenford.it/

10.3.12

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Comunicato stampa. Arcigay: caro Vespa ognuno ha diritto alla sua biografia, ma è il coraggio che cambia il mondo. Nella puntata di Porta a Porta di ieri sera, Bruno Vespa, ricordando la scomparsa di Lucio Dalla, ha voluto rimarcare ed esaltare la scelta fatta dal grande cantante e poeta di "non fare una bandiera della sua omosessualità". Ci preme sottolineare come e quanto Arcigay abbia sempre tutelato in modo netto il diritto di ogni persona, qualunque sia la sua identità di genere o il suo orientamento, di vivere secondo le proprie inclinazioni, esercitando la piena libertà rispetto all'opportunità, ai tempi e alle modalità con cui manifestarle. Abbiamo sempre ritenuto questa libertà un bene intangibile; esprimendoci duramente, anche di recente, rispetto alla pratica barbara di un outing anonimo e vigliacco che ha squalificato chi l'ha proposto. Tuttavia pensiamo anche che sia profondamente ingiusto e poco civile cancellare il valore formidabile dell'orgoglio di essere omosessuali, bisessuali o transessuali e di combattere una battaglia visibile per la democrazia, l'uguaglianza e la libertà: ovvero per qualcosa la cui autentica realizzazione è un bene decisivo per chiunque. Forse Vespa ignora quante vite si sono spese ovunque in tutto il mondo, semplicemente per affermare la dignità dell'esistenza e la rivendicazione dei propri diritti fondamentali; quante persone hanno sofferto e subito violenze fino al suicidio, o sono state assassinate; torturate,giustiziate; private dei diritti più elementari in ragione della loro omosessualità o transessualità. Anche in Italia, caro Vespa, da oltre quaranta anni, generazioni di uomini, donne, anziani e giovani hanno ritenuto di battersi per quel diritto alla pienezza di diritti che la nostra Costituzione ritiene necessario patrimonio di tutti. Perché caro Vespa non ammette che il coraggio delle battaglie civili non può essere un obbligo, ma che illumina l'esistenza di chi se ne fa carico? Le persone di colore,le donne,gli ebrei, gli omosessuali ed i transessuali che hanno saputo dire di no alle ingiustizie, hanno generato giustizia anche per lei. Secondo lei hanno sbagliato tutto? Se lei è sinceramente interessato a raccontare la realtà, ci dimostri onestà intellettuale e contribuisca ad un dibattito alto e serio confrontandosi con noi su questi punti. Ma si ricordi che tra Rosa Parks ed Obama si staglia una linea sublime che ha cambiato il mondo, perchè dal coraggio di alcuni ha saputo generare la parità per tutti. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.

www.arcigay.it

16.2.12

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Per la prima volta sul Pirellone. Dopo l'invito del presidente della regione Roberto Formigoni a festeggiare San Valentino al 39esimo piano della nuova sede di Regione Lombardia, tutti hanno accolto l'invito e alcune associazioni per i diritti delle coppie LGBT (come CertiDiritti e Arcigay) hanno voluto rispondere all'invito. Nonostante l'aria non fosse delle migliori alla vigilia della serata, con alcune dichiarazioni di Formigoni su Twitter che invitava a festeggiare senza "fare manifestazioni", la serata si è svolta con toni pacati e molto romantici. Ivan Scalfarotto, vice presidente del Pd e Marco Mori, presidente dell'Arcigay erano lì insieme a tante altre coppie etero e non.

12.10.11

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Un appello alle persone omosessuali che vivono in coppia a dichiarare, nel compilare il questionario del censimento, la loro condizione di convivenza con una persona dello stesso sesso: lo hanno lanciato oggi le associazioni di omosessuali, insieme alla senatrice radicale Emma Bonino e alla deputata del Pd Anna Paola Concia. E intanto per i disagi vissuti da tanti cittadini nei primi due giorni di compilazione dei questionari, il Codacons diffida l'Istat e chiede indennizzi. Per la prima volta il Censimento della popolazione dà la possibilità di censire le coppie conviventi, e in particolare quelle formate da persone dello stesso sesso. A pagina 16 del questionario, infatti, viene chiesto di dichiarare la relazione di parentela o convivenza con l'intestatario del Foglio di famiglia, e le risposte distinguono tra convivenze in coppia e coabitazione (senza quindi legami di coppia o parentela).

Un'occasione inedita, perciò, per sapere quante coppie conviventi ci sono in Italia, e in particolare quante tra persone dello stesso sesso. Sempre che l'Istat, poi, estrapoli il dato: il presidente dell'istituto, Enrico Giovannini, all'epoca della presentazione del Censimento 2011 non si era sbilanciato su questo punto. Intanto le associazioni degli omosessuali si appellano alle persone gay e lesbiche che convivono: «Dite la verità sul vostro status, non abbiate timori» hanno chiesto Arcigay, Certi diritti, Rete Lanford, Pari o dispare, Circolo Mario Mieli e Gaynet. «È un'assunzione di responsabilità per tutti» ha detto Emma Bonino, secondo la quale «questa delle convivenze tra omosessuali è una realtà che molti vogliono nascondere».

http://www.radicali.it/rassegna-stampa/associazioni-ai-conviventi-gay-dichiaratevi

25.9.11

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Pubblicato dall' Ufficio Stampa di Arcigay, testo di Stefano Bolognini.

Leggiamo oggi, su testate di opposto colore politico, che, da una parte, le coppie gay saranno “contate” nel prossimo censimento 2011, dall’altra, no. E se “Il Manifesto” titola “Censimento, manca il quesito sulle coppie di fatto”, “Libero” dice: “L’Istat spende milioni per dirti se sei gay”. “Avvenire”, per parte sua, è soddisfattissimo: “Resterà a bocca asciutta, dunque, chi ha cercato di strumentalizzare perfino una rilevazione statistica”. Considerato che Arcigay ha incontrato più volte ISTAT, i suoi ricercatori e i suoi dirigenti, proprio sul prossimo censimento, per trovare una soluzione idonea al conteggio delle famiglie conviventi gay e etero (anche in luce della normativa vigente, delle richieste Europee e della normativa sulla privacy), siamo a sgomberare il campo da ogni equivoco. Il censimento dirà il numero globale di coppie conviventi etero e gay per motivi affettivi. E cioè quelle che nel censimento barreranno la casellina, a p. 16 del questionario, “Convivente in coppia con l’intestatario”. Il dato che emergerà sarà fondamentale nella battaglia di piena parità di tutte le famiglie, etero e gay che siano.
Ma veniamo ai gay. Nel censimento, a pagina 3, si dichiara il sesso dei conviventi. Istat, incrociando il dato relativo al sesso dei conviventi (M e M o F e F) con la casellina “Convivente in coppia con l’intestatario”, disporrà del numero di famiglie di omosessuali e lesbiche che convivono per motivi affettivi. Istat quindi considererà le famiglie composte da persone dello stesso sesso allo stesso modo di ogni famiglia italiana. E questa è una grande vittoria. Evidentemente rimarranno fuori dal censimento le coppie gay non conviventi, i single e quelli che, per ragioni loro o perché male informati, non vorranno dichiararsi come coppie conviventi. Il Censimento non conterà quindi il numero di gay italiani, come nessun altro censimento al mondo, ma offrirà finalmente di un punto di partenza necessario e fondamentale per la nostra battaglia di piena parità per le nostre famiglie. Proprio per questo, insieme all’Associazione radicale Certi diritti, Rete Lenford e a Gay.it, abbiamo lanciato la campagna “Fai contare il tuo amore”, chiedendo alle coppie di omosessuali e lesbiche conviventi di mettere una crocetta su quella casellina. Qualunque altra ipotesi o illazione che sostenga che le coppie gay non saranno contate, e ne abbiamo letto persino su siti gay di opinabile valore e ascoltato per bocca di persone che fanno parte del movimento lgbt, fa il gioco pericoloso di “Avvenire”, che vorrebbe trasformare puerilmente una vittoria di tutti noi in una sconfitta. (Stefano Bolognini, ufficio stampa Arcigay)

http://www.arcigay.it/32363/censimento-coppie-gay-e-pericoli-della-disinformazione/

16.8.11

fotografia

Queste immagini fanno parte di una mostra intitolata "Dolce Pace" (terminata agli inizi di agosto) che è stata allestita nello spazio XYZ che si trova nel centro di Treviso. Sono una serie di ritratti casalinghi di coppie gay residenti nella città. Curatore della mostra è l'argentino Salvador Perez, le immagini sono state realizzate dalla fotografa spagnola Laia Abril, già autrice di un bel reportage sulla comunità lesbica di Brooklyn.

http://www.laiaabril.com/

http://www.gqitalia.it/viral-news

30.7.11

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Sono di Bologna e stanno insieme da sei anni Matteo Cavalieri, 26 anni esponente del Pd e iscritto all' Arcigay di Bologna, e Matteo Giorgi, 36 anni, i primi gay italiani a sposarsi a New York. In smoking e a piedi nudi, si sono detti sì alle 15.30 ora statunitense sulla spiaggia di Atlantic Beach, Long Island, davanti a pochi amici americani e al circolo Arcigay di Bologna collegato in tempo reale tramite Skype. Auguri.

http://www.vanityfair.it/

25.6.11

società

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale in Spagna, Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Argentina, Messico, Canada, Sudafrica, alcuni Stati degli Stati Uniti. Molti Paesi riconoscono diritti alle coppie di fatto, Austria, Francia, Danimarca, Gran Bretagna, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Repubblica Ceca, Finlandia, Andorra, Croazia, Irlanda, Colombia, Uruguay, Brasile, Nuova Zelanda. Domani, per la prima volta, sarà celebrato un matrimonio tra due uomini dalla Chiesa Valdese di Milano, da sempre attenta alle problematiche Lgbt. Per i valdesi il matrimonio non è un sacramento, quindi il Pastore si limiterà a benedire l'unione di Ciro e Guido che saranno riconosciuti come coppia di fatto dai loro compagni di fede, come sappiamo bene questo semplice diritto non è ancora ricosciuto dalle leggi italiane.

15.6.11

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Spot gay Eatly

Che succede in Italia? Dopo il manifesto gay-friendly del colosso Ikea, anche la catena alimentare Eataly si vuole mostrare aperta ad ogni tipo di famiglia. Non può che essere benvenuta in un Paese dove ancora si negano diritti fondamentali ad una parte dei suoi cittadini.

12.5.11

società

La Corte Europea ha accolto favorevolmente il ricorso di una coppia gay di Amburgo che si era visto negare gli stessi benefici pensionistici previsti per le persone sposate e aveva fatto causa alla pubblica amministrazione della seconda città tedesca. La decisione potrebbe avere profonde ripercussioni e costituire un precedente vincolante per tutti gli Stati dell' Unione Europea. Se il sistema pensionistico di un paese membro dell'Unione europea prevede vantaggi e pagamenti addizionali per chi è sposato, allora questo vantaggio deve valere anche per le coppie di fatto. Negarlo vuol dire rischiare d'introdurre discriminazioni sessuali. Per le coppie sposate và bene, non è previsto per le coppie di fatto o gay; la sentenza della Corte di Giustizia europea invece parla chiaro. Il cittadino in questione aveva pagato le tasse come un qualsiasi uomo sposato eterosessuale, è giusto che riceva lo stesso trattamento anche se ama una persona dello stesso sesso.

11.5.11

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La nuova magnifica campagna Arcigay in collaborazione con Agedo (Associazione Genitori Di Omosessuali) "E va bene così". Intanto IKEA continua nella sua battaglia (che le ha dato un enorme ritorno d'immagine, bisogna dire) in difesa delle persone Lgbt, all' interno dei suoi punti vendita dalle prossime domeniche l' Associazione Famiglie Arcobaleno avrà uno spazio dove promuovere la propria attività.
www.agedo.org

28.2.11

politica

Ovviamente Silvio Berlusconi doveva recuperare l' appoggio degli alti papaveri della Chiesa dopo le rivelazioni sul suo stile di vita ben poco cristiano, lo fa sostenendo alcuni dei principali punti di attrito tra Chiesa e Stato, la scuola privata, la famiglia, la sessualità. Una mossa scontata e assolutamente prevedibile che lo stesso Card. Bagnasco ha subito smascherato. “Finchè governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, così come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali”. Grazie alla grandissima Sora Cesira.

24.1.11

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Ogni dieci anni gli italiani vengono censiti, per sapere quanti sono, dove vivono, come vivono. Il primo venne realizzato nel 1861. Nel 2001 eravamo in 57 milioni (1,3 milioni erano stranieri), divisi in 22 milioni di famiglie, che vivevano in 27 milioni di abitazioni, divise tra 13 milioni di edifici. Il censimento elaborato dall' ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) del 2011 inizierà a settembre, i risultati verranno resi noti nel 2014. Se il Garante della privacy darà la sua approvazione, il questionario del prossimo censimento contiene una piccola rivoluzione: per la prima volta chi vorrà potrà definirsi "coppia" anche se convive con una persona dello stesso sesso. Come ogni altra forma di relazione o convivenza "convivente dello stesso sesso" ha un significato inequivocabile, un significato ben diverso da quello di coppia per legami di parentela o semplice amicizia o aiuto come tra una persona anziana e una badante. Sarà il riconoscimento di una realtà fino ad ora 'invisibile'.

24.10.10

società

David e’ nato ad agosto in California, i due papà Valter e Mario vivono in provincia di Livorno. Grazie ad una mamma che ha prestato l'utero, dopo essersi sposati in Spagna la coppia coraggiosa ha creato una vera famiglia. Auguri.

21.7.10

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Debora Ventrella e Antonella D'Annibale, che erano state sposate simbolicamente dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino lo scorso febbraio, sono la prima coppia omosessuale italiana ad avere ricevuto dall'ufficio anagrafe del capoluogo piemontese il certificato che riconosce il loro stato di convivenza come "famiglia" basata sul legame affettivo.

1.5.10

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Il Consiglio d'Europa in sessione plenaria ha discusso, nella settimana appena terminata, alcuni temi centrali per la comunità Lgbt: i diritti delle persone omosessuali e il riconoscimento legale delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Con 41 voti favorevoli e 40 contrari è stata approvata una risoluzione di valore storico contro la discriminazione e le violenze contro lesbiche, gay, bisex e trasgender. Non sono passate invece le risoluzioni che chiedevano agli Stati membri di dare pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, di riconoscere il diritto all'adozione per le coppie gay e sanzionare le Chiese che si rifiutano di fare celebrazioni per le persone lgbt. La parte italiana del Partito Popolare Europeo (centrodestra) ha dato battaglia per impedire che queste risoluzioni venissero approvate. I loro nomi? Luca Volontè (Udc), Deborah Bergamini, Renato Farina, Gennaro Malgieri, Pasquale Nessa, Giacomo Santini, Oreste Tofani.
Assenti i deputati dell'area di sinistra. "Gli emendamenti a difesa della famiglia e della sovranità nazionale, con l'abolizione delle adozioni da parte dei gay e con la difesa delle Chiese hanno riaffermato i nostri valori di fondo: sussidiarietà, famiglia, libertà", ha detto il capogruppo Luca Volontè.

Per la prima volta il Consiglio d' Europa manda un segnale negativo verso i diritti delle persone omosessuali mettendo in pericolo i ricorsi presentati alle Corti europee per il riconoscimento dei matrimoni e unioni civili stipulati nei Paesi che lo permettono e non validi in altri Paesi europei. Chi ha votato il proprio rappresentante europeo tra le liste della sinistra dovrebbe chiedergli spiegazioni.

24.4.10

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I diritti delle persone Lgbtq ed in particolare quello del riconoscimento legale della coppia formata da partner dello stesso sesso, sarà uno dei temi che verranno dibattuti e votati durante la sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che si apre lunedì 26 aprile.

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Chi vuole assolutamente sposarsi in Italia, presto potrà avere una sorta di benedizione all'unione della coppia presso la Chiesa luterana, piccola minoranza protestante nata dalla Riforma voluta da Martin Lutero nel 1517. I luterani in Italia sono circa 7.000, riconosciuti giuridicamente dallo Stato italiano dal 1993.
“Per quanto riguarda la benedizione delle unioni di vita – che non può e non deve essere confusa con una celebrazione nuziale – la Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) intende iniziare un processo di riflessione sulla realtà delle unioni di vita differenti da quelle della famiglia classica”, si legge in un comunicato. “L’esperienza pastorale porta quotidianamente a contatto con queste diverse e nuove forme di convivenza, determinando la necessità di accompagnare persone che cercano supporto nel vivere la loro particolare situazione in Italia e sollecitando una comprensione più ampia e profonda da parte della Chiesa Luterana di questo fenomeno”.
L'argomento della benedizione delle "unioni di vita" sarà dibattuto durante il Sinodo della comunità luterana che si terrà a Verona presso il Centro Carraro dal 30 aprile al 3 maggio.